Ciao! Ti do il benvenuto in una nuova puntata di DEI by DAY, l’aggiornamento settimanale sui trend della Diversity, Equity & Inclusion in Italia e nel mondo, a cura di Work Wide Women.
Oggi continuiamo a parlare di equità di genere e ci poniamo una domanda: l’equità la vediamo davvero nella vita quotidiana o rimane solo nei discorsi?
Per indagare questo tema, in occasione della Giornata Internazionale dei Diritti delle Donne, abbiamo lanciato la nostra survey sull’equità di genere: serve a capire dove si inceppa la quotidianità e quali azioni, secondo chi lavora nelle organizzazioni, fanno davvero la differenza.
Ti chiede 6–8 minuti, è anonima, analizzeremo i risultati solo in forma aggregata e resterà aperta fino al 31 marzo.
Ma, i dati macro sull’equità di genere, che cosa ci dicono? Partiamo da un indicatore internazionale: il Women in Work Index di PwC. Nell’ultima edizione, uscita la scorsa settimana, l’Italia è 30° su 33 Paesi OCSE.
Un termometro che ci dice che quando metti insieme partecipazione al lavoro, qualità dell’occupazione e divari, il sistema italiano oggi non facilita percorsi paritari.
Per esempio: in Italia lavora circa una donna su due, mentre tra gli uomini siamo più vicini a sette su dieci, come riporta il report UN Women Italy 2025. In molti Paesi europei questa distanza è più contenuta: quindi non è una questione “naturale”, ma il risultato di condizioni, scelte e infrastrutture.
Una delle infrastrutture chiave è la cura. Sui servizi per l’infanzia, la copertura nazionale è intorno a tre bambine e bambini su dieci. Vuol dire che i posti non coprono tutto il bisogno e soprattutto non in modo uniforme: in alcune aree del Paese si scende sotto due su dieci.
Tradotto in azienda: il rientro dopo una nascita e l’organizzazione quotidiana non sono “temi privati”: impattano su continuità, possibilità di assumere ruoli, disponibilità percepita e, alla lunga, crescita.
E quando la cura resta sbilanciata, anche le opportunità tendono a sbilanciarsi. UN Women Italy lo sintetizza bene: i divari non stanno in un solo punto, si alimentano tra loro. Per questo le leve sono tre: autonomia economica, infrastrutture sociali e cambiamento culturale, cioè policy e comportamenti coerenti.
Ed è qui che la nostra survey entra in gioco: vogliamo collegare i numeri macro a ciò che succede dentro le organizzazioni e alle nostre percezioni: al netto delle statistiche, quali sono i “colli di bottiglia” in aziende?
Per questa puntata è tutto: a presto con la prossima puntata di DEI by DAY.
