DEI by DAY | Sicurezza sul lavoro, non solo fisica

Ciao, ti do il benvenuto in una nuova puntata di DEI by DAY.

Oggi la domanda da cui partiamo è: “Un’azienda può dirsi davvero sicura se riduce i rischi fisici, ma lascia crescere stress, pressione e sovraccarico mentale?”.
Una tema molto attuale, perché proprio in questi giorni il tema della sicurezza sul lavoro, in Europa, si sta allargando: non riguarda più soltanto infortuni e prevenzione fisica, ma anche qualità del lavoro, salute mentale e sostenibilità organizzativa.

Il contesto è chiaro: il 14 aprile Eurofound ha pubblicato l’overview report dell’European Working Conditions Survey 2024, l’indagine realizzata nel 2024 su oltre 36.600 interviste in 35 Paesi europei. E il 21 aprile gli stessi dati sono stati portati al Parlamento europeo in un evento dedicato ad indagare come stanno cambiando le condizioni di lavoro nell’età dell’intelligenza artificiale.

La risposta è interessante, perché il quadro non è tutto uguale.
Secondo Eurofound, la qualità del lavoro in Europa migliora in diversi ambiti, ma i benefici non si distribuiscono allo stesso modo. Restano forti differenze legate a genere, età, salute, occupazione e settore. E c’è un dato che ci interessa molto: in alcune aree il divario si allarga, perché l’intensità del lavoro peggiora per le donne mentre migliora per gli uomini.

Nel frattempo, anche il Parlamento europeo sta mettendo a fuoco lo stesso punto. Nella newsletter della commissione Occupazione e affari sociali diffusa la scorsa settimana, tra i rischi psicosociali vengono citati stress, insicurezza, mancanza di autonomia, violenza e molestie, spesso intensificati dagli ambienti digitali. Non come tema laterale, ma come priorità per l’azione europea sul lavoro dei prossimi anni.

E qui entra in gioco anche la tecnologia.
Eurofound osserva che il cambiamento in corso rispetto a lavoro e intelligenza artificiale non racconta tanto la fine del lavoro, quanto la sua trasformazione: il 30% delle persone che lavorano dice che la tecnologia ha eliminato alcune attività, ma oltre il 40% dice che ne ha aggiunte di nuove. In altre parole: non sempre meno lavoro, spesso lavoro più denso.

Ed è qui che il tema della sicurezza cambia davvero prospettiva: oggi un luogo di lavoro non è sicuro solo se è a norma, ma se il lavoro è progettato in modo sostenibile, con carichi gestibili, ruoli chiari, autonomia reale e strumenti adeguati per affrontare anche i rischi psicosociali. È una questione di organizzazione, non solo di protezione.

Inclusione e sicurezza si incontrano sempre di più: costruire ambienti più equi significa anche costruire contesti di lavoro più sostenibili e più capaci di prevenire il rischio prima che diventi crisi.

Grazie per aver seguito anche oggi DEI by DAY. Alla prossima puntata.