Ciao, ti do il benvenuto in una nuova puntata di DEI by DAY, la rubrica di Work Wide Women sui trend della Diversity, Equity & Inclusion.
Oggi partiamo da due notizie che sembrano lontane, ma parlano della stessa cosa: cosa succede quando le disuguaglianze restano fuori dai dati, dai processi e dalle decisioni aziendali?
La prima notizia arriva dagli Stati Uniti, dove la EEOC, l’agenzia federale per le pari opportunità sul lavoro, ha presentato una proposta per eliminare alcuni obblighi storici di raccolta e comunicazione dei dati demografici della forza lavoro.
Parliamo di dati su genere, provenienza etnica e categorie professionali, raccolti attraverso report come l’EEO-1, richiesto da decenni a molte grandi aziende.
Come ha evidenziato anche Forbes, diversi ex funzionari della EEOC e del Dipartimento del lavoro hanno denunciato il rischio di perdere uno strumento importante per individuare pattern di discriminazione nelle assunzioni, nelle promozioni e nei percorsi di carriera.
Perché se smettiamo di raccogliere dati, le disuguaglianze non spariscono: diventano solo più difficili da vedere, dimostrare e affrontare.
La seconda notizia arriva invece dal Regno Unito. Sir Robin Millar, produttore musicale cieco e attivista per i diritti delle persone con disabilità, ha avviato un’azione legale sostenendo di non aver ricevuto supporto adeguato sul lavoro dopo un intervento chirurgico che gli ha causato nuove difficoltà di mobilità.
L’azienda respinge le accuse, quindi sarà la procedura a chiarire i fatti. Ma il caso ci porta a una domanda molto concreta: cosa succede quando una persona ha bisogno di un adattamento per continuare a lavorare bene e l’organizzazione non ha un processo chiaro per rispondere?
Ed è qui che entrano in gioco gli accomodamenti ragionevoli: adattamenti, strumenti o supporti che permettono a una persona di lavorare nelle condizioni più adatte alle sue esigenze.
Non sono favori: sono strumenti concreti e per funzionare davvero devono essere regolamentati, comunicati e gestiti attraverso flussi trasparenti.
Per concludere: cosa ci dicono queste due notizie?
Che la DEI funziona quando tiene insieme due piani: i dati, per vedere le barriere nei sistemi, e l’ascolto, per riconoscere i bisogni reali delle persone.
Anche per oggi è tutto. Ci vediamo alla prossima puntata di DEI by DAY.
