DEI by DAY | Dall’accesso al benessere: il lavoro davvero inclusivo

Ciao! Ti do il benvenuto in questa nuova puntata di DEI by DAY.

Questa settimana parliamo di inclusione al lavoro da due prospettive diverse: l’accesso alle opportunità e la qualità dell’ambiente che le persone trovano una volta entrate.

La prima notizia arriva da UNHCR, l’Agenzia ONU per le persone rifugiate. Il 20 giugno si celebra la Giornata mondiale delle persone rifugiate e, in vista di questa ricorrenza, l’11 Giugno è stato pubblicato il nuovo Global Trends Report 2025.

Il dato resta impressionante: alla fine del 2025, le persone costrette alla fuga nel mondo erano 117,8 milioni. E per molte di loro lo spostamento non è una parentesi breve: il 70% delle persone rifugiate vive in esilio per lunghi periodi.

Ecco perché il lavoro diventa centrale, come fonte di reddito, ma anche come possibilità di ricostruire autonomia, relazioni, competenze e prospettive.

In Italia, il 18 Giugno, UNHCR ha organizzato a Roma il consueto evento annuale con la premiazione delle aziende coinvolte nel programma Welcome. Working for Refugee Integration, progetto con cui collabora anche Work Wide Women e che valorizza le imprese impegnate nell’inserimento lavorativo delle persone rifugiate.

Il punto interessante, per le aziende, è il cambio di sguardo. Una persona rifugiata non porta con sé solo una storia di vulnerabilità, ma anche competenze, lingue, capacità di adattamento, esperienze professionali e visioni interculturali.

La seconda notizia arriva dall’Agenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro che l’11 Giugno ha pubblicato un nuovo report su diversità della forza lavoro e rischi psicosociali.

Parliamo di stress, isolamento, molestie, carichi eccessivi, mancanza di supporto, scarsa chiarezza dei ruoli o culture organizzative escludenti.

Il punto è: questi rischi non colpiscono tutte le persone allo stesso modo. Possono pesare di più su chi appartiene a gruppi sottorappresentati, su chi ha meno potere nell’organizzazione o su chi deve adattarsi continuamente a regole implicite.

Qui la DEI non è solo un tema di valori o rappresentanza, ma anche parte della salute e sicurezza sul lavoro.

Insieme queste due notizie ci ricordano che l’inclusione non finisce quando una persona entra in azienda, ma inizia da lì.
Aprire una porta è fondamentale, ma poi servono processi, ascolto, supporto, comunicazione chiara e ambienti di lavoro in cui le persone possano davvero contribuire.

Anche per oggi è tutto. Noi ci ritroviamo nella prossima puntata di DEI by DAY.