DEI by DAY | DEI Accountability: quando l’inclusione va dimostrata

Ciao! Ti do il benvenuto in questa nuova puntata di DEI by DAY, la rassegna stampa di Work Wide Women sulle notizie che parlano di Diversity, Equity & Inclusion.

Questa settimana partiamo da una parola che negli ultimi mesi sta entrando sempre di più nel vocabolario della DEI: accountability. L’inclusione non più solo come qualcosa da raccontare, ma sempre più spesso come qualcosa da dimostrare: con dati, criteri chiari, processi trasparenti e responsabilità condivise.

La prima notizia di oggi arriva proprio dall’Italia. Il 1° giugno scorso è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto legislativo che recepisce la direttiva europea sulla trasparenza retributiva. Il provvedimento è già entrato in vigore il 7 giugno.

Cosa cambia, in concreto per le aziende? Prima di tutto, già negli annunci di lavoro dovranno essere indicate la retribuzione iniziale o una fascia retributiva; e durante la selezione non si potrà più chiedere a una persona candidata quanto guadagnava nei lavori precedenti.

Un passaggio importante, perché lo storico salariale può trascinare nel presente disuguaglianze nate altrove: se una persona è stata sottopagata in passato, quel dato non dovrebbe diventare il punto di partenza della sua nuova retribuzione.

Il decreto introduce, inoltre, il diritto, per lavoratrici e lavoratori, di chiedere informazioni sui livelli retributivi medi, ripartiti per genere, per chi svolge lo stesso lavoro o un lavoro di pari valore. E per le aziende con almeno 100 dipendenti arriva l’obbligo di comunicare i dati sul divario retributivo di genere, con scadenze diverse a seconda della dimensione aziendale.

La seconda notizia ci porta a un’altra scadenza europea: il 30 giugno 2026. Entro quella data, le grandi società quotate dell’Unione europea dovranno rispettare nuovi obiettivi di equilibrio di genere nei consigli di amministrazione: almeno il 40% del genere sottorappresentato tra le persone amministratrici non esecutive, oppure il 33% considerando tutti i ruoli nel board.

Anche qui, il punto non è solo “quante donne ci sono nei consigli di amministrazione”, ma: chi entra nei luoghi in cui si prendono le decisioni? Con quali criteri vengono selezionate le leadership? E quanto sono trasparenti i processi di nomina?

Queste due notizie, insieme, raccontano una nuova fase della DEI in cui dichiarare un impegno non basta più. Servono dati e serve la capacità di leggerli, discuterli e trasformarli in azioni. La DEI, quando entra nei numeri, non perde valore. Al contrario: diventa più difficile da ignorare.

Per questa puntata è tutto. Ci vediamo alla prossima rassegna stampa di DEI by DAY.